Zampone e cotechino

Due prodotti gastronomici tipici del nostro paese, dell’Emilia in particolare, devono, a quanto si dice, la loro primogenitura grazie, sia pure indirettamente, al nostro Pontefice.

Correva l’anno 1511 e Giulio II era impegnatissimo nell’assedio di Mirandola. La scarsità di vettovaglie affliggeva la popolazione ed allora i Mirandolesi, non sapendo con cosa sconfiggere i morsi della fame, pensarono di utilizzare anche quelle parti del maiale che solitamente venivano trascurate nei periodi di abbondanza.

Insaccarono allora la carne nella cotenna, creando il cotechino.
Procedettero quindi analogamente facendo ricorso alle zampe del maiale, dando così origine allo zampone.

Fin qui la leggenda.

La produzione regolare di zampone e cotechino, inseparabili compagni dei nostri capodanni e del tradizionale carrello dei bolliti, è documentata comunque già agli
inizi del ‘500, mentre il XIX secolo consacrerà definitivamente il successo su larga scala dei due prodotti.

Altro episodio particolare legato all’assedio di Mirandola vede il nostro Papa-guerriero descritto con la barba ispida che gli dava l’aspetto di un orso, mentre, bestemmiando come un carrettiere contro i soldati più fiacchi ed incerti, preoccupati per la rigidezza della temperatura invernale o timorosi delle palle di cannone nemiche, si appresta a dare l’ultimo definitivo assalto a Mirandola.