Che cosa è lo spartito del Circolo Della Rovere?

Nei convivi del Circolo Enogastronomico Della Rovere abbiamo “lo spartito”.
L’idea di chiamare il menu del Circolo Enogastronomico della Rovere “spartito” è profondamente simbolica. Il parallelo tra cibo e musica, basato sulle tre caratteristiche principali di melodia, armonia e ritmo, offre una visione unica e artistica della gastronomia.
Paragonare un menu a uno spartito musicale implica una visione culinaria che va oltre il semplice nutrimento e si trasforma in un’esperienza artistica.
Come uno spartito musicale guida i musicisti nell’esecuzione di una sinfonia, così il menu “Spartito” guida i commensali attraverso un viaggio gastronomico orchestrato con cura. Ogni piatto rappresenta una nota, ogni portata un movimento, e l’intero pasto diventa una sinfonia di sapori e aromi che si fondono armoniosamente per creare un’esperienza sensoriale completa.
Questa scelta di denominazione potrebbe riflettere diversi aspetti:
1. **Creatività e Armonia:** Il menu è progettato con un equilibrio tra i sapori, come in una composizione musicale, dove ogni ingrediente ha il suo ruolo e contribuisce alla melodia complessiva del pasto.
2. **Precisione e Cura:** Come un direttore d’orchestra guida con precisione ogni musicista, lo chef e il personale di cucina prestano attenzione ad ogni dettaglio, assicurandosi che ogni piatto sia perfetto.
3. **Esperienza Sensoriale:** Unendo cibo e musica, si sottolinea l’importanza dell’esperienza multisensoriale del pasto, dove non solo il gusto, ma anche l’olfatto, la vista e, in un certo senso, l’udito (attraverso l’ambiente e l’atmosfera) giocano un ruolo cruciale.
4. **Innovazione e Tradizione:** Uno spartito può essere sia classico che moderno, così come il menu può contenere piatti tradizionali rivisitati con un tocco innovativo, rispettando la tradizione ma introducendo nuove idee.
Inoltre, questa metafora potrebbe essere utilizzata per presentare il menu stesso. Ad esempio, ogni sezione del menu potrebbe essere intitolata come un movimento musicale (adagio, allegro, scherzo, finale), suggerendo il ritmo e l’intensità delle portate.
Un’idea potrebbe essere anche quella di organizzare serate a tema dove ogni piatto è accompagnato da una specifica selezione musicale, creando una vera e propria “sinfonia” culinaria.
In conclusione, chiamare il menu “Spartito” non solo aggiunge un tocco di eleganza e sofisticazione, ma invita i commensali a vivere un’esperienza gastronomica unica, dove ogni pasto è una melodia da assaporare e ricordare.

Essere soci del Circolo Della Rovere fa bene alla salute.

La condivisione di un pasto con amici o soci di un circolo enogastronomico, come il Circolo Enogastronomici Della Rovere di Savona, è un’esperienza che può generare numerosi benefici psicologici ed emotivi. Questi incontri non solo permettono di gustare cibo di qualità e scoprire nuovi vini, ma anche di rafforzare legami sociali e condividere momenti piacevoli, che sono aspetti fondamentali per il nostro benessere mentale e fisico.

Parlando degli effetti biologici, la felicità e il buonumore stimolano la produzione di serotonina e dopamina, noti come i “neurotrasmettitori del benessere”. Queste sostanze chimiche giocano un ruolo cruciale nel nostro sistema nervoso, regolando l’umore, l’ansia, e contribuendo alla sensazione di felicità.

La serotonina, in particolare, è coinvolta nella regolazione dell’umore e del sonno, e una sua adeguata produzione è associata a una sensazione di calma e stabilità emotiva. La dopamina, d’altra parte, è legata alla sensazione di piacere e gratificazione. La stimolazione di queste sostanze attraverso esperienze positive, come una cena piacevole in compagnia, può effettivamente avere un impatto benefico sul nostro benessere generale.

Inoltre il buonumore può rallentare l’invecchiamento delle cellule, ci sono studi che collegano lo stress cronico e negativo a un accelerato processo di invecchiamento cellulare. Al contrario, uno stile di vita equilibrato e ricco di momenti di gioia e soddisfazione personale può contribuire a mantenere l’organismo più sano e a rallentare alcuni processi degenerativi legati all’età.

Poi, da non trascurare affatto, ricordiamo che cucinare per gli amici è un’attività che può portare numerosi benefici, non solo a chi riceve il pasto, ma anche a chi lo prepara. Questa pratica, radicata in una lunga tradizione di ospitalità e condivisione, può effettivamente essere vista come una fonte di benessere personale e collettivo. Ecco alcuni dei principali motivi per cui cucinare per gli altri è così gratificante:

  • Espressione di affetto e cura: Preparare un pasto per gli amici è un modo tangibile di mostrare affetto e cura. Attraverso la scelta degli ingredienti, la preparazione dei piatti e la presentazione del cibo, si comunica considerazione e attenzione per il benessere degli altri.
  • Condivisione di esperienze: Cucinare insieme o condividere un pasto preparato in casa crea momenti di intimità e condivisione. Questi momenti permettono di rafforzare i legami sociali e di creare ricordi condivisi, fondamentali per il benessere emotivo.
  • Soddisfazione creativa: Cucinare permette di esprimere la propria creatività. L’atto di trasformare ingredienti semplici in piatti deliziosi offre una profonda soddisfazione personale e può essere un’ottima via per esprimere la propria personalità e inventiva.
  • Rilassamento e mindfulness: Il processo di cucina può essere meditativo. Concentrarsi sulle diverse texture e profumi, così come il ritmo di taglio, mescolamento e cottura, può aiutare a distogliere la mente dalle preoccupazioni quotidiane e a concentrarsi sul momento presente.
  • Apprezzamento reciproco: Ricevere complimenti e apprezzamento dagli amici per un pasto ben preparato può aumentare l’autostima e il senso di competenza. Questo riconoscimento sociale è una fonte importante di benessere psicologico.
  • Promozione della salute e del benessere: Cucinare pasti equilibrati e nutrizionalmente ricchi per gli amici può contribuire alla loro salute e benessere, cosa che, a sua volta, può aumentare il proprio senso di responsabilità e soddisfazione.

In conclusione, cucinare per gli altri, specialmente se questi sono amici, non è solo un atto di generosità, ma anche un’attività arricchente che promuove il benessere personale e rafforza i legami sociali. Inoltre, nel contesto di un circolo enogastronomico come quello di cui siamo soci, questa pratica serve come strumento di esplorazione culturale e culinaria, aprendo nuove porte all’apprendimento e allo scambio di conoscenze.

In conclusione, è plausibile affermare che mantenere un atteggiamento positivo e godere di momenti di socializzazione e condivisione, come quelli offerti dal nostro circolo enogastronomico, contribuisca significativamente al benessere fisico ed emotivo, favorendo un invecchiamento più sano e armonioso. Questo approccio alla vita, che valorizza le relazioni umane e il piacere delle piccole cose, è certamente un elemento chiave per una vita lunga e soddisfacente.

I Circoli Enogastronomici: Custodi della Tradizione e dell’Arte Culinaria Italiana

L’Italia è rinomata in tutto il mondo per la sua straordinaria cultura enogastronomica. Ogni regione, città e perfino piccolo borgo ha la propria identità culinaria, tramandata di generazione in generazione attraverso ricette tradizionali e segreti culinari custoditi gelosamente. In questo contesto ricco e variegato, i circoli enogastronomici giocano un ruolo fondamentale nel promuovere, preservare e celebrare questa eredità culturale unica.

Uno dei circoli enogastronomici più peculiari e affascinanti d’Italia è il “Circolo Enogastronomico della Rovere di Savona”. Situato nella suggestiva cornice della Riviera Ligure, questo circolo si distingue dagli altri per la sua particolare modalità di incontro e condivisione culinaria.

A differenza dei tradizionali circoli enogastronomici, dove i soci si riuniscono in ristoranti o locali prestabiliti per gustare le prelibatezze preparate da chef professionisti, al Circolo Enogastronomico della Rovere di Savona i soci prendono parte attiva alla preparazione e al servizio dei pasti durante i loro convivi. È un’esperienza unica che unisce la passione per la cucina, la convivialità e il desiderio di preservare le tradizioni gastronomiche locali.

Ma qual è l’importanza di questi circoli enogastronomici, e in particolare del Circolo della Rovere di Savona, nella ricca trama della cultura culinaria italiana?

Innanzitutto, questi circoli rappresentano un punto di incontro e di scambio culturale per gli appassionati di gastronomia. Riunendo persone con interessi simili, offrono l’opportunità di condividere conoscenze, esperienze e segreti culinari, arricchendo così il bagaglio culturale di ciascun partecipante.

In secondo luogo, i circoli enogastronomici svolgono un ruolo cruciale nella promozione e nella valorizzazione delle produzioni locali e dei prodotti tipici del territorio. Attraverso l’utilizzo di ingredienti freschi e di stagione provenienti da fornitori locali, questi circoli contribuiscono a sostenere l’economia locale e a preservare la biodiversità culinaria delle diverse regioni italiane.

Inoltre, i circoli enogastronomici fungono da custodi della tradizione culinaria, tramandando antiche ricette e tecniche di preparazione che altrimenti rischiano di andare perse nel vortice della modernità. In un’epoca in cui la globalizzazione ha portato all’omologazione dei gusti e delle abitudini alimentari, questi luoghi si pongono come autentiche oasi di autenticità e genuinità, dove la storia e la cultura si mescolano armoniosamente in ogni piatto servito in tavola.

Tuttavia, ciò che rende il Circolo Enogastronomico della Rovere di Savona unico è il suo approccio partecipativo alla cucina e alla convivialità. Qui, i soci non sono semplici commensali, ma veri e propri chef amatoriali che, con passione e dedizione, si cimentano nella preparazione di piatti tradizionali ligure sotto la guida esperta dei membri più anziani del circolo. Questo modello di condivisione e di collaborazione rende l’esperienza culinaria ancora più significativa e memorabile, trasformando ogni convivio in un’occasione unica per scoprire e apprezzare le ricchezze della cucina ligure.

In conclusione, i circoli enogastronomici rappresentano un patrimonio prezioso per l’Italia, testimoniando la ricchezza e la diversità della sua cultura culinaria. Attraverso la loro attività, essi contribuiscono a preservare le tradizioni, a promuovere i prodotti locali e a creare legami tra le persone attraverso la condivisione di cibo, conoscenza e convivialità. E il Circolo Enogastronomico della Rovere di Savona, con il suo approccio unico e partecipativo, si erge come un esempio luminoso di questa straordinaria tradizione italiana.

PANNA COTTA AL COCCO CON SALSA DI MANGO

Preparazione 3 ore 30 minuti
6 ore
Tempo totale 6 ore 30 minuti
Porzioni 4 bicchieri

Ingredienti
  

  • 6 fogli di gelatina
  • 4 dl latte di cocco
  • 4 dl panna semigrassa
  • 2 bustine zucchero vanigiato
  • 1 mango maturo
  • 1 arancia
  • 80 g zucchero

Istruzioni
 

  • Per la panna cotta, ammorbidisci la gelatina in abbondante acqua fredda. Porta a ebollizione il latte di cocco con la panna e lo zucchero vanigliato. Togli la pentola dal fuoco. Strizza la gelatina e incorporala alla panna, mescolando, finché la gelatina si è sciolta. Versa la massa nei bicchieri e mettili in frigo per ca. 3 ore; per un effetto grazioso, inclina leggermente i bicchieri, appoggiandoli, ad esempio, su carta da cucina inumidita e messa in scodelline.
    Ci sei quasi!Pela il mango e stacca la polpa dal nocciolo. Spremi la metà delle arance. Con l'ausilio di un frullatore a immersione riduci la metà del mango in purea con il succo d'arancia e lo zucchero. Pela al vivo il resto dell'arancia e taglia la polpa a dadini. Taglia anche il resto del mango a dadini. Distribuisci la salsa di mango e i dadini di frutta sulla panna cotta e servi.
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Pappa al pomodoro

Ingredienti
  

  • 800 g polpa di pomodoro
  • 300 g pane casareccio
  • 1 spicchio d'aglio
  • qb acqua, basilico, olio evo, sale fino

Istruzioni
 

  • Per preparare la pappa al pomodoro, in un tegame scaldate leggermente l'olio, sbucciate l'aglio e tagliatelo a fettine sottili (se non lo gradite, potete usarlo intero in camicia e successivamente rimuoverlo). Fate soffriggere, poi versate la polpa di pomodoro e un po’ di sale. Fate cuocere dolcemente per un'abbondante mezz'ora. Intanto tagliate il pane a fette e dividetele a metà. Quando il sugo è pronto, allungatelo con un po’ d’acqua (la dose di acqua può variare a seconda del tipo di pane usato).Mescolate e immergete le fette di pane, spezzettandole se necessario in modo da inserirle tutte nellapentola. Premete leggermente con il mestolo.Coprite con il coperchio e lasciate riposare circa 15 minuti. Trascorso questo tempo il pane sarà ben ammollato e impregnato di sugo, aggiungete ancora acqua al bisogno e mescolate bene. Rimettete sul fuoco e lasciate cuocere dolcemente per altri 5 minuti o fino a raggiungere la consistenza desiderata: le fette di pane dovranno sfaldarsi completamente e creare proprio "una pappa".Spegnete il fuoco e regolate di sale, poi completate con un abbondante giro d'olio e qualche foglia di basilico. Mescolate bene e servite calda, tiepida o fredda, guarnendo il piatto con un ulteriore filo d’olio e foglioline di basilico!

CONSIGLIOLa dose di acqua varia a seconda del tipo di pane utilizzato: in questo caso noi ne abbiamo utilizzato circa 750 g. Al posto dell’acqua è possibile utilizzare un brodo vegetale se lo avete a disposizione.Potete usare al posto della polpa di pomodoro dei pelati, della passata o del pomodoro fresco.Il pane si può usare fresco o di qualche giorno, cambieranno solo la capacità e la velocità di assorbimento del sugo, ma non il risultato finale.

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